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L’hosting giusto per il GDPR (e anche per la SEO)

Pensa all’hosting come a una normale cartella che sta nel disco fisso di un computer (che si chiama server perché è più potente di quello che usi normalmente, ma che tutto sommato non è poi così diverso) la cui caratteristica magica è che se da un qualsiasi programma per navigare in internet (il browser!) scrivi un indirizzo (il www.) lui ti risponde con il sito che è caricato dentro (sotto forma di files con estensioni adatte, ma non è così importante).

Se hai un sito, lo devi avere.
E visto che lo devi avere, sceglilo bene: se le spese sono irrisorie e piuttosto livellate, la qualità del servizio non lo è affatto.
Non è solo una questione di adeguamento al gdpr, è (giusto per fare un esempio) anche una questione di velocità di caricamento delle pagine: che è – tra le altre cose – uno dei criteri che usa Google per decidere in quale posizione metterti nelle sue preziosissime liste (le SERP – Search Engine Result Page).

SiteGround e Serverplan stanno in cima alla lista, anche per la semplicità di utilizzo del loro pannello di controllo.

Digital, GDPR e Privacy

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