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Autostima, la conditio sine qua non del marketing strategico

A Lecce c’è una chiesa, quella di Santa Croce, che in questo periodo (da troppo, dicono i leccesi) è in fase di restauro.

I “lavori” – quell’insieme indefinito di operai, attrezzature e impalcature che tanto somiglia a un burka che riduce ai minimi termini il fascino della donna che lo indossa – sono uno dei peggiori incubi delle attività commerciali, e delle strutture turistiche: allontanano clienti e visitatori, ammazzando gli introiti e qualche volta anche le aziende.

La più frequente forma di mitigazione che si vede in giro è rappresentata da un messaggio estremamente diffuso (perché si sa, se lo fanno tutti è legittimo, no?): SIAMO APERTI.

Hey! Non ti far spaventare da questo involucro poco attraente, entra. Abbiamo gli stessi prodotti, ti offriamo la stessa esperienza: non startene lì fuori.

In sottofondo, un messaggio terribile: per favore, entra. Per favore, non andare altrove.

Per
favore.

Siamo aperti, ergo abbiamo bisogno del tuo portafoglio. Che così, giusto per fare un parallelismo con il nostro quotidiano, non è esattamente quella che consiglieresti al tuo migliore amico quale tecnica per conquistare la donna di cui è perdutamente innamorato (ammesso e non concesso che le tecniche funzionino, ma questa è un’altra storia).

A Lecce il cartello SIAMO APERTI non l’hanno messo. A Lecce hanno deciso che potevano fare un pochino meglio e oltre a una rappresentazione semi-realistica della facciata di questa chiesa hanno dipinto, ad altezza uomo, una fascia blu: blu con le scritte bianche. Blu con DUE scritte bianche. Due, perché due le leggi anche se non vuoi. Due, perché se ne vedi dieci il tuo cervello si arrabbia e dice che leggere tutto è troppo faticoso. E finisce che non tu non leggi niente.

Aver cura. Perché non esiste cosa – materiale o immateriale – che possa sopravvivere al tempo senza la cura necessaria per attraversare le naturali imperfezioni della vita.

E poi un codice QR, con un invito esplicito: prenota la tua visita. Ma dai, una call to action nel mondo reale. Che non ti dice per favore entra, ti dice se vuoi ci siamo. Per te. Ti dice che i lavori ci sono, ma tu se vuoi puoi vedere lo stesso. Puoi comprare lo stesso. Che non ti prega di entrare, ma ti offre l’opportunità di vivere comunque l’esperienza: un’esperienza di cui qualcuno si sta prendendo cura, e che quindi forse non dovresti perderti, pensaci.

A Lecce hanno scelto l’autostima, quell’atteggiamento sicuro e un pochino misterioso che alle persone fa crescere la voglia di avvicinarsi e di conoscerti: una ventina di metri tutti blu con due sole scritte, le uniche che non potevano mancare.

Per tutto il resto, c’è mastercard.

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