Qualcosa di me

Mi chiamo Debora, e sono nata in provincia di Treviso nel 1976.

Sono una di quelle persone che cercano di usare bene il proprio tempo, perchè trovo che non ci sia risorsa più preziosa che si possa sprecare. Dico sempre che non serve stare lì ad aspettare Godot, perchè ho tanto la sensazione che nel caso dovesse arrivare, si farà sentire.

Ho imparato che non è mai tutto bianco, o tutto nero. Che le situazioni assumono connotazioni diverse a seconda di come le guardi tu. Che il confronto con persone che stimi ha un valore inestimabile, anche (o soprattutto) se le opinioni iniziali sono opposte alle tue.

Credo nell’amicizia e nei rapporti umani, ci credo davvero.

Sono consapevole del fatto che arriverà un momento in cui dovrò fare i conti con me stessa: voglio arrivarci preparata, con la certezza che, qualsiasi cosa sarà successa, io ci avrò provato.

Il primo ciclo for l'ho scritto a 12 anni

Ai tempi del Commodore 64, il regalo per miei 12 anni fu un IBM 8088: uno di quei computer perfetti per i software gestionali che per principio irrinunciabile rifiutavano categoricamente l’idea di far girare i videogiochi. Una delusione difficile da affrontare, per l’aspirante campionessa internazionale di Pac-man quale ero io.

Fu così che capii di non avere scelta: per trasformare quel cursore lampeggiante in un videogioco dovevo provare a leggere i due libri che c’erano in dotazione e sperare di riuscire a fare una magìa.

Col senno di poi posso dire che quel computer è stato il regalo più prezioso che io abbia mai ricevuto: bastò qualche settimana per vedere un sacco di faccine sorridenti che saltellavano su un monitor in bianco e nero e qualche anno perchè quel giochino divertente si trasformasse prima in un lavoro e poi in uno strumento indispensabile per realizzare tutti i miei sogni.

Che sono tanti.

Nel 2004 ho fondato la mia prima startup digitale

Si chiama Moca Interactive e oggi è una delle agenzie più consolidate sul panorama del marketing digitale italiano.

E’ nata in spiaggia, sotto il cielo terso di un pomeriggio di primavera. E’ stata il mio primo logo da scegliere, la prima presentazione da riempire, il primo foglio Excel per tenere sotto controllo la cassa. Il primo ufficio da affittare, le scrivanie da comprare e le sedie da portare al primo piano. La prima assunzione, a tempo indeterminato perchè dobbiamo offrire stabilità. La banca da scegliere, gli anni senza stipendio, e poi gli anni in cui ho iniziato a capire che se sei un amministratore lo stipendio si chiama compenso.

E’ stata un sogno che si è realizzato, e che pian pianino è diventato grande: nel 2016 è entrata a far parte del gruppo Websolute, che ha preso il mio posto nella compagine societaria. Da quel momento, è diventata un ricordo.

Il turismo digitale, l'incoming e la Tiramisù World Cup

Con un tour operator specializzato nell’incoming prima (Delicanto) e un’esperienza nello sviluppo turistico poi (Twissen), dal 2014 ho approfondito le dinamiche del mercato del Travel&Tourism, comprendendone le complessità, le difficoltà dettate dall’elevata competitività internazionale e – soprattutto – le strategie di posizionamento ad alto potenziale comunicativo/commerciale.

Sono stata ideatrice e organizzatrice della prima Tiramisù World Cup: gara internazionale di tiramisù che ha visto la partecipazione di 720 concorrenti e 250 giudici con una copertura mediatica mondiale che ha coinvolto testate di primaria importanza quali The Independent, Lonely Planet, CBS, Vanity Fair, GQ France.

10 anni come socio e amministratore nel mondo della metalmeccanica

Era sempre il 2004 e sono entrata nel capitale sociale di FAM, l’azienda di famiglia che opera nel settore della metalmeccanica. Ho rivestito il ruolo di Amministratore Unico per 10 anni.

E’ stata una palestra fondamentale per comprendere le logiche proprie delle organizzazioni strutturate e la complessità della gestione finanziaria e del rapporto con gli istituti bancari, oltre che per affrontare la prima exit della mia vita: nel 2014 ho infatti ceduto le mie quote al gruppo Ovem.