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Non smetti di essere quello che sei

Non è che smetti di fidarti. Semplicemente, inizi a capire che la tua fiducia costa impegno, rispetto, amore. Anche un po’ di fatica.
Non è che smetti di sognare. Semplicemente, impari a non illuderti che la realtà sia quella che desideri solo perchè la desideri così. Che la realtà devi avere il coraggio di guardarla in faccia per quella che è. Che non è difficile. E che fa meno paura della paura che hai.
Non è che smetti di crederci. Semplicemente, realizzi che la vita segue la sua strada anche se tu ce l’hai messa tutta per convincerla a imboccare quella che volevi tu.

Non smetti di essere quello che sei. Mai. E non è sempre una buona notizia.

Solo che non lasci più che il tuo sorriso dipenda da quello che non dipende da te. Non ti chiedi più come sarebbe stato. Perché hai capito che se non è stato non sarebbe stato mai. Lasci che i gesti parlino molto più delle parole. Non ti inganni più da sola, per proteggerti dal mondo che non gira a modo tuo. Ascolti con attenzione, come prima. Ma adesso lo fai con il cuore. Adesso sai che il cuore non si lascia ingannare neanche se quella che prova ad ingannarlo è proprio la tua testa. Proprio quella che fino a ieri decideva indisturbata, senza doversi giustificare mai. Senza dover spiegare mai niente.

L’emozione diventa più complessa. E proprio per questo più preziosa.

Apprezzi le bugie, nella loro sterile banalità. Ti aiutano a riconoscere. A girare l’angolo. A non pensarci più. A fare spazio.

Sai che capirsi è per chi vuole restare. E che chi non capisce, semplicemente, ha deciso di non ascoltare. Che non ci sono giustificazioni. E che anche se sono plausibili, le scuse rimangono scuse. Sterili, vuote, facili. Superficiali.

Non lasci più la porta spalancata. La vita ti ha insegnato che chi vuole entrare, cercherà le chiavi e non si arrenderà al primo ostacolo. Che non si arrenderà neanche al secondo. Che se si arrende, non ci vuole provare.

Del dolore che c’è dietro ricordi lo strappo. La fatica. Le lacrime. La musica. Lo smarrimento. L’aria che mancava. E non è che smetti di pensarci.
Semplicemente, tra le cose che ti ha lasciato e quelle che pensavi ti avesse tolto, sai riconoscere una a una le prime. E delle seconde – beh – delle seconde non hai granché da dire.

Di vita

2 thoughts on “Non smetti di essere quello che sei

  1. irene

    ciao
    concordo …
    Dovete sempre dire di sì al momento presente.
    Che cosa potrebbe essere più futile, più futile che creare resistenza interiore a qualcosa che già esiste?
    Che cosa potrebbe essere più inutile e più folle che opporsi alla vita stessa, che è adesso e sempre adesso?
    Abbandonatevi a ciò che esiste.
    Dite di sì alla vita, e vedrete come la vita all’improvviso comincerà a lavorare per voi anziché contro di voi.

    E.Tolle – Il Potere di adesso

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